LE TORRI - FORTINI DELLA FAME

AI SCARSITT

La prima torre, “Ai Scarsitt” (da Scarsetti, nome di una famiglia patrizia estintasi all’inizio del secolo scorso), subì una prima manomissione nel l938 con l’asportazione dei gradini davanti alla porta; per il resto fino al 1957 fu affittata a privati ed era l’unica ben conservata, ma in quell’anno con un intervento rimasto sconosciuto per moventi e mandanti, fu tolto il tetto e scardinata la porta, ciò che causò il suo deperimento.

Ora grazie all’opera di sensibilizzazione e all’intervento del Cantone ha ripreso il decoroso aspetto che aveva in passato.

AI MUNT

La seconda torre “Ai Munt” o “Sura ai Sturn” (Storni era il nome di una famiglia pure scomparsa, mentre Monti era in passato una delle frazioni più popolose di Camorino) per anni rimase scoperta; nel 1957 fu riparata ai danni della prima.


ALA PELERA

La terza torre “Al Mött del Riaa”, come si diceva in passato, o “Ala Pélera”, come si dice oggi con un nome dall’etimo incerto, è l’unica a un piano.

Era circondata da rovi e rimase intatta fino agli anni trenta quando un incendio doloso ne distrusse il tetto e l’interno.

AL SASS DI CAMOSC

La quarta torre “Al Sass del Camósc” è costruita su un poggio con una magnifica vista che spazia dal locarnese alla Riviera. Anche gli anziani non ricordano di averla vista con il tetto, la scala e il ballatoio interno. Si ricordano però dei montanti e dell’architrave, ricavati al Pian Grande e trascinati fin lì. Nel 1943 furono asportati da una compagnia di zappatori assieme ai gradini dell’entrata.

AL PIAN DI BUR

La quinta torre “Al Pian di Bur” fu ceduta dalla Confederazione all’Azienda elettrica di Bellinzona nel 1943. Non fu mai manomessa e conserva la struttura originale anche se è un po’ malandata.

 
TRADUZIONI TESTO IN LINGUA FRANCESE E TEDESCO

LA LINEA DI DIFESA


La linea di fortificazione Dufour, che si estendeva tra Camorino, Giubiasco e Sementina, il 25 aprile 1947 veniva ceduta gratuitamente al Cantone: “(...) purchè il Cantone s’impegni a considerarli come monumenti storici e a curarne la conservazione.”.

In seguito i rapporti su queste opere stesi da: Francesco Chiesa, Taddeo Carloni e altre personalità, rimasero lettera morta. Lo stato ignorò la cura e la conservazione dei manufatti che nel 1948 Francesco Chiesa così definiva: “(...) sono senza dubbio testimonianze importanti nella storia del nostro paese, degne d’alto rispetto; e sarebbe deplorevole se quelle costruzioni fossero abbandonate alla rovina che le minaccia.”.

 

 

Sul territorio di Camorino i beni della Confederazione comprendevano:
 

- In Arla fortino con cannoniera5800 mq

- Sopra ai Scarsetti fortino e piazzale                  

195 mq
- Sopra ai Storni fortino e piazzale  225 mq

- Sopra ai Monti fortino e piazzale                      

144 mq

- Sopra il sasso del Camozzo                            

144 mq
- Al Piano della Poma   144 mq


È ovvio che i 5800 mq in Arla e la cannoniera alla Morobbia in territorio di Giubiasco, avessero un valore non solo storico; perciò con una procedura, solo parzialmente nota, furono ceduti a privati  e  non furono iscritti in seguito tra i monumenti storici. Negli anni successivi i fortini subirono le ingiurie del tempo, ma soprattutto degli uomini.


Traduzioni testo in lingua francese e tedesco